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Scrivere il diario prima di dormire

Scrivere il diario
Foto da Pixabay

Scrivere il diario ogni sera era un’abitudine che avevo da ragazzina. Ho ripreso a farlo, quando ho fatto terapia, per poi smettere nuovamente.

Da un po’ di tempo a questa parte, sento il bisogno di chiudere la giornata facendo il punto su quello che è accaduto e, soprattutto, quello che ho provato, per distaccarmene, perché mi capitava di svegliarmi nel cuore della notte, pensando e rimuginando.

Ho ricominciato a scrivere il diario, con una differenza. Mentre prima lasciavo andare le parole come un fiume in piena, senza seguire alcuna logica, ora mi faccio delle domande a cui rispondere.

Una scelta dettata dal bisogno di incasellare gli eventi, per vederli sotto una luce differente, per riflettere più che per evacuare.

Ecco quali sono le domande che mi faccio, per scrivere il mio diario

  • Cosa e chi ho amato oggi? Amato nel senso di piaciuto. Le cose, le persone, gli eventi positivi che mi sono piaciuti e perché. I primi tempi scrivevo molto poco, poi pian piano mi sono resa conto che, anche nelle giornate più negative, c’è qualcosa che può piacerci, da un libro al sorriso di uno sconosciuto incrociato per strada, da una frase ascoltata ad una caramella che ci hanno offerto.
  • Cosa ho imparato? Non dobbiamo mai lasciare andare un giorno, senza imparare qualcosa di nuovo o senza ascoltare la lezione che ha voluto trasmetterci.
  • Cosa mi ha fatto ridere? Troviamo un motivo per ridere, ogni singolo, anche solo vedendo un video buffo su Youtube. Ridere fa bene alla salute e al cuore.
  • Cosa mi ha commosso? Lasciamoci commuovere, senza vergognarci. La compassione ci distingue dagli animali. Io sono un’emotiva dalla lacrima facile e mi commuovo facilmente, ma so che per altri può essere difficile. C’è chi si difende dietro la corazza dell’indifferenza. Ma è una corazza che può diventare una prigione, perché per evitare di provare le emozioni negative, finiamo col non provare neppure quelle positive. E diciamolo pure ad alta voce: che vita è senza emozioni?Scrivere il diario può servire a togliersi la corazza, almeno con se stessi
  • Cosa mi ha fatto emozionare? Che emozione ho provato? Perché? Emozionare in senso ampio. Qualunque emozione e sensazione abbiamo provato: rabbia, inadeguatezza, impotenza, sollievo. Può non essere facile, perché non abbiamo familiarità con le emozioni. Tendiamo a riconoscerne pochissime e ad evitarle, perché ci fanno sentire vulnerabili. Ma è l’essere vulnerabili che ci rende umani. E chiederci perché può farci capire tante cose, di noi stessi e sulle nostre relazioni con gli altri. E’ molto importante, quando ci si confronta con le proprie emozioni, assumersene tutta le responsabilità. Impariamo a dire non “Tizio mi ha fatto arrabbiare”, ma ” mi sono arrabbiato quando Tizio si è comportato in quel modo”.
  • Che sfide ho dovuto affrontare?Come le ho affrontate?Ogni giorno la vita ci mette di fronte a piccole sfide: nostro figlio che fa i capricci, qualcuno che ci ruba il parcheggio, il collega che è maleducato. Capire come reagiamo di fronte a queste situazioni, ci aiuta ad imparare a gestirle meglio.
  • Cosa mi è piaciuto di me stesso/a? Ogni giorno facciamo qualcosa di bello o di buono, senza farci neppure caso. Impariamo ad apprezzare cosa fanno gli altri, ma diamo un valore anche a quello che facciamo noi.
  • Cosa mi sono regalato/a? Concediamoci ogni giorno una piccola gratifica,che non deve avere per forza un costo. Può essere un cioccolatino, l’ascolto di una playlist, quella telefonata ad un’amica che rimandavamo da tempo, una passeggiata nel parco. Piccole cose, ma grandi.
  • Cosa posso festeggiare? Ogni giorno porta con sé un piccolo evento o successo, un ricordo, da festeggiare. Un buon voto a scuola, il momento faccio qualcosa che non mi riusciva,un incontro inaspettato.Di certo non si parla di grandi festeggiamenti, ma di una pacca sulla spalla e della cosa più importante: il riconoscimento. Riconoscere a se stessi o a qualcun altro di aver fatto un passo avanti.
  • Di cosa sono grata? Tutti abbiamo qualcosa di cui essere grati, ogni giorno. Perché siamo vivi, perché siamo in salute, perché c’è il sole, perché apriamo la fontana e abbiamo acqua a volontà a disposizione, perché possiamo mangiare se abbiamo fame, perché siamo liberi, perché…………..Ognuno di noi ha mille motivi per essere grato e non lo se ne rende conto, ma non è mai tardi per cominciare a pensarci ( ecco come faccio a rispondere a questa domanda, quando mi sembra di non avere nulla di cui essere grata Link)

Alla fine concludo con un pensiero per me stessa: mi perdono per gli errori commessi quel giorno. Perché siamo umani, siamo imperfetti e sbagliamo. Tutto quello che possiamo fare è capirlo, raddrizzare il tiro, perdonarci e andare avanti.

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