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Digiuno intermittente: rischi o benefici?

Digiuno intermittente

Mi guardo intorno e mi rendo conto di vivere in un mondo in cui tutti vogliono dimagrire, ma nessuno ci riesce.

Oppure, nel momento in cui sembra aver raggiunto il peso forma, riesce a mantenerlo per poco tempo.

Anche chi è magro, non è mai soddisfatto e vorrebbe esserlo sempre di più o vorrebbe un corpo diverso.

Di conseguenza, ovunque, non si sente che parlare di diete, prodotti miracolosi, beveroni prodigiosi.

Gli esperti dietologi, dietisti, nutrizionisti spuntano fuori come funghi, eppure tutti continuano ad avere problemi di peso e con il loro corpo.

Di recente, tra le altre cose, sento sempre più spesso parlare dell’ormai noto digiuno intermittente.

Di questa pratica, qualcuno parla addirittura come uno stile di vita utile per curare malattie, anche gravi, indipendentemente dalla perdita di peso.

Io devo dire che sono sempre scettica, quando sento dire certe cose. Che una sana alimentazione possa avere dei benefici sulla salute, questo è indubbio. Che, tuttavia, possa avere effetti curativi, no. E, tanto meno il digiuno intermittente.

Oltretutto, sulla pratica del digiuno ho sentito dire di tutto e il contrario di tutto.

Il digiuno intermittente più conosciuto e praticato, è quello chiamato 16/8 e che consiste nel digiunare per 16 ore e concentrare i pasti nelle restanti otto ore. Il modo più facile per praticarlo, è quello di saltare la colazione e mangiare nelle ore comprese tra il pranzo e la cena.

Secondo alcuni studi scientifici i benefici del digiuno intermittente sono

  • un miglioramento nella sensibilità insulinica. Mantenendo livelli bassi di insulina, infatti, è più facile bruciare grassi
  • un aumento della secrezione dell’ormone della crescita, che accelera la sintesi proteica e promuove la riduzione dei grassi
  • attivazione l’autofagia, contribuendo al rinnovamento cellulare e migliorando i processi rigenerativi

Secondo altri, il digiuno sottopone l’organismo ad uno stress, che aumenterebbe la produzione di cortisolo, annullando praticamente ogni beneficio.

Alcuni, poi, ritengono che il digiuno possa essere proseguito ad oltranza e che sia utile allenarsi, per incrementare la perdita di peso. Altri, invece, consigliano di praticare il digiuno solo per periodi di tempo limitati e di non svolgere attività fisica.

In ogni caso, il digiuno intermittente può essere praticato solo se si è in perfette condizioni di salute, quindi, è vietato se si soffre di diabete,di pressione alta, in gravidanza e allattamento. Per cui non bisogna mai decidere di cambiare drasticamente tipo di alimentazione senza aver consultato un medico.

Tutti sono d’accordo su un punto: durante le 8 ore in cui è consentito mangiare, non sono concessi tutti gli alimenti, ma è necessario seguire comunque uno schema dietetico.

Nei link qui sotto, potete trovare solo due delle tantissime opinioni che circolano in rete sul digiuno intermittente.

My personal trainer

Dott.Ongaro

Parlandone con un amico dietologo (medico chirurgo specializzato in scienze dell’alimentazione), la sua opinione è che il digiuno intermittente comporti inevitabilmente una riduzione delle calorie assunte nell’arco della giornata, con una conseguente riduzione di peso e che, per alcuni, sia più facile da seguire, come regime alimentare, rispetto ad altre diete.

Io sono dell’idea che un’alimentazione sana vada a braccetto con l’equilibrio. E per equilibrio intendo che ciascuno dovrebbe ascoltare e rispettare il proprio corpo, mangiare cibi salutari, quando ha fame, senza privazioni estenuanti e, d’altro canto, senza eccessi superflui.

Basterebbe semplicemente mangiare quando si ha fame e smettere di farlo quando si è sazi, evitando i cibi spazzatura, confezionati, artificiali e prediligendo quelli naturali.

Detto così sembra facile, ma non lo è affatto. Io stessa non ci riesco.

Dal momento che, soprattutto d’estate, non ho mai appetito di mattina, confrontandomi con il mio amico dietologo, ho deciso di dare una possibilità al digiuno intermittente.

E’ una decisione che ho maturato, perché ora come ora, quasi mi costringo a fare colazione, in nome di quell’altro principio, in base al quale saltare i pasti rallenterebbe il metabolismo.

Saltando il primo pasto della giornata e con qualche semplice modifica alle mie abitudini, posso tranquillamente sperimentare su di me questo famoso digiuno intermittente e vedere se effettivamente può avere effetti benefici, oppure no.

Tra un mese conto vi racconterò della mia personale esperienza con il digiuno intermittente!

7 Comments

  • Nicola Grella

    Buongiorno Marie. Sono diverse le considerazioni che avrei voluto lasciarti, a cominciare dalle tue riflessioni sulla stampatello ed il corsivo. Il tempo è tiranno tuttavia, e per quanto io provi a sottrarmi a questa tirannia, c’è sempre un impegno o un imprevisto che mi impedisce quel rallentamento e quella gravità che sento necessari come il pane. Dunque, appunto, avendo stamattina un ritaglio di tempo, parlo del pane e del digiuno intermittente. Solo per raccontarti la mia esperienza. Non sono a dieta, non ho bisogno di perdere peso essendo secco come come il dente d’un pettine. Mangio tuttavia due volte al giorno, talvolta una, in genere la sera, per evitare concessioni all’obnubilamento psico-fisico che segue inevitabilmente ogni pasto, anche quello più leggero: un caffè alle 7, un altro alle 10.30 accompagnato qualche volta da un croissant, o da un gelato, una mela, un’arancia, qualche albicocca intorno alle 14, e poi continuo a lavorare, vado in bici, faccio lunghe passeggiate, leggo, provo a creare fino alle 22 quando la cena diventa assai più che una cena, un rito, una festa, il momento per staccare la spina e dedicarsi al piacere del cibo e del vino. Rispetto a qualche anno fa, riesco pure ad evitare abusi: poche cose, ma buone. Sono anni che seguo questo regime. Sarà stressante per il fisico, ma al momento non vedo segni di stress. Credo che ciascuno debba trovare la sua strada, il suo equilibrio, consapevole che ogni strada non è mai l’unica, non è mai per sempre, e mantiene meno di quello che promette.

    • Marie Morel

      Ti ringrazio per avermi dedicato un po’ del tuo tempo e condiviso con me questa tua esperienza. Io sono sempre alla costante ricerca di un equilibrio che mi sfugge, perché sono refrattaria alle abitudini e,fondamentalmente,un’edonista. Anche per me la cena è un momento di festa, di convivialità, durante il quale mi piace concedermi un bicchiere di vino e condividere con chi amo del buon cibo. Ed è il motivo per cui mi pesa così tanto seguire una dieta, dissociarmi da quel momento di vita familiare. Trovo più semplice rinunciare al pranzo, quando spesso mi ritrovo sola. Ci sto provando e, per il momento, funziona. Mi tengo impegnata e non mi pesa il digiuno. E la cena continua ad essere un momento speciale in cui la famiglia si riunisce e si mangia tutti assieme. Per il momento mi sembra una strada agevole da percorrere, ma, come dici tu, non sarà per sempre.

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