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Spiagge senza plastica

Plastica

Dal 2021 anche in Italia sarà vietato l’utilizzo di alcuni articoli di plastica monouso, come piatti, posate, cannucce e bastoncini per palloncini. Una direttiva di importanza storica quella del parlamento europeo, che ha ricevuto 560 voti a favore, 35 contrari e 28 astenuti. Tra i partiti italiani, hanno votato sì Pd e M5s, no Lega e Forza Italia.

Molte regioni, tuttavia, hanno deciso di anticipare i tempi adottando dei provvedimenti per evitare l’uso della plastica monouso negli stabilimenti balneari già a partire da quest’anno. Una splendida notizia per il nostro mare!

Ordinanze già approvate in Puglia, Toscana, Roma, Napoli, Rimini, Genova da Vernazzola a Capolungo, Lerici, Carloforte, Anzio e Cerveteri, per spiagge senza plastica da subito.

Ormai l’estate è qui, ma non smetto di sperare che anche le altre regioni decidano di cavalcare quest’ onda di virtuosismo che sembra aver inondato il nostro Paese.

Del resto le alternative alla plastica da adottare sono disponibili già da tempo ed è ora di cominciare a modificare le nostre abitudini, in vista del cambiamento definitivo, previsto per il 2021. Esistono, infatti,posate, piatti, bicchieri e persino cannucce completamente biodegradabili ed eco-friendly( su Amazon).

Manca ancora tanta informazione, purtroppo, ed un interesse concreto intorno al problema ambientale. Va combattuta quella mentalità che, secondo me, è il nemico numero uno delle iniziative ambientaliste, quel pensiero, ancora molto diffuso, secondo il quale quello che accadrà tra 50-100-1000 anni non è affar nostro.

Qualcuno l’altro giorno, durante una lezione ad un gruppo di bambini ha detto loro una cosa anche noi adulti non dovremmo dimenticare mai: la natura senza l’uomo, esiste da 4,5 miliardi di anni, mentre l’uomo ha fatto la sua comparsa sulla terra appena 6 milioni di anni fa, un battito di ciglia rispetto all’età del nostro pianeta. E la natura continuerà ad esistere anche senza l’uomo. E’ della sopravvivenza della nostra specie che dovremmo preoccuparci, perché siamo noi che non possiamo vivere senza determinate risorse, che l’ambiente ci offre.

Voglio sperare che questa direttiva abbia un impatto decisivo, non solo sull’ambiente, ma bensì su quella cultura dello spreco, dello sfruttamento incontrollato delle nostre risorse, sulla mentalità del vivi oggi senza pensare al domani, che è solo una delle tante follie collettive che hanno invasato l’uomo nel secolo scorso.

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