Libri

La famiglia Aubrey, il libro

di Rebecca West, pubblicato da Fazi Editore,2018

La famiglia Aubrey

Opulento. Questo è l’aggettivo che risuonava nella mia mente, quando ho finito di leggere “La famiglia Aubrey“di Rebecca West.

Opulento, perché straordinariamente ricco di particolari, di dettagli, di immagini che incatenano il lettore alle pagine e lo trascinano nel ritmo lentissimo dell’azione.

Accadono pochi eventi, in questo libro di oltre 400 pagine, ma è proprio in questo che sta la sua magnificenza. Rebecca West non si limita a scrivere, ma dipinge con pennellate lente e perfette personaggi, scene di vita, emozioni e sentimenti.

In una sua recensione, Alessandro Baricco dice di essere ” rimasto abbagliato dalla calma silenziosa con cui la scrittrice scompone una sensazione, uno sguardo, un sentimento“. Ed è l’esperienza che ho vissuto anch’io.

Nello suo svilupparsi con studiata lentezza, la trama si illumina a tratti, grazie alla perfezione delle parole che, come piccole perle,vanno ad incastonarsi al posto esatto nell’intarsio di un gioiello.

Una lentezza che non diventa mai ridondanza.

Non è una lettura per tutti. Se cercate azione, suspense, ritmi serrati, non fa per voi. Lo stesso se avete voglia di leggere qualcosa di poco impegnativo.

Per apprezzare questo libro, dovete essere disposti ad abbandonarvi alla sua lentezza e ad abbracciare i suoi ritmi,ad amare un lessico prezioso, elegante, che ricama immagini di rara bellezza, ma di certo non semplice.

La trama

La famiglia Aubrey” è il primo libro di una trilogia, che narra le vicende di una donna eccentrica, dotata di una grande sensibilità artistica e di un uomo affascinante e geniale, ma vittima di una forza auto-distruttiva che lo trascina verso il basso.

La coppia ha quattro figli, 3 femmine e un maschio, ciascuno con le proprie attitudini e alla ricerca della propria strada. Entrerà a far parte del nucleo familiare una cugina, con la figlia adolescente Rosemund, a cui è dedicato il terzo volume della trilogia.

Non sono ricchi gli Aubrey, anzi, in alcuni momenti sfioreranno la miseria vera. Vivono alla fine del 1800 in Inghilterra, in una grande e decadente casa coloniale, in cui si respira arte, cultura, politica. Perché pur essendo il loro conto corrente magrissimo, gli Aubrey dispongono di un altro tipo di ricchezza, il talento, soprattutto musicale, la cultura, la fantasia e anche un po’ di magia.

Dissento da chi paragona a “Piccole donne” questo libro, che è spoglio della leziosità e del buonismo dei racconti della Alcott. In casa Aubrey, i personaggi hanno dei lati oscuri, litigano, sanno odiare e riescono persino ad essere cattivi e viziosi.

Il primo volume si conclude con una scomparsa, un’amara delusione e due successi, lasciando il lettore in fremente attesa di scoprire come si compirà il destino della famiglia Aubrey.

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