Libri,  Tempo libero

Il club degli incorreggibili ottimisti, il libro

Il club degli incorreggibili ottimisti, di Jean-Michel Guenassia, ed. Salani, 2010

Sono una lettrice vorace, che divora i libri quando li trova appassionanti.

Sono una di quelle persone capaci di leggere tutta la notte, senza neppure rendersene conto, di immergersi totalmente nelle storia.

Beh, con questo libro non è successo.

Mi sono chiesta il perché, è un libro che sembrava avere tutte le carte in regola per avvincermi e non lasciarmi andare fino all’ultima pagina, anzi per non abbandonarmi mai, per restare dentro di me nella rosa delle storie indimenticabili, ma…….. Non è successo. Punto.

Non è scattata la scintilla, così mi sono trascinata a leggerlo per giorni e giorni, nella speranza che cambiasse qualcosa, che finalmente scattasse dentro di me quella molla che mi fa desiderare che un libro non finisca mai.

In bilico tra la voglia di mollarlo e il senso del dovere, alla fine l’ho finito, ci ho messo oltre un mese e quando sono arrivata all’ultima pagina ho tirato un sospiro di sollievo.

Tante volte mi sono detta che la vita è troppo breve per continuare a leggere un libro che non mi piace, ma in questo caso è come se per tutte le 700 sia rimasta sospesa in attesa di una svolta, di un’emozione che non mi è arrivata.

Il club degli incorreggibili ottimisti  è un affresco storico degli anni 50 e 60, che si allarga dalla Francia agli altri paesi dell’Europa post-bellica, attraverso le vicende algerine. Il fil rouge è la vita del protagonista e voce narrante del romanzo, il giovanissimo Michel che avrà modo di frequentare personaggi come Sartre e Kessel, nel bistrò Il Balto, dove gli incorreggibili ottimisti si riuniscono. Negli anni, Michel si forma e rimette insieme i frammenti delle vite degli altri personaggi, tra amori, abbandoni, vendette e perdono.

E’ scritto bene, è scorrevole, nonostante le storie dei personaggi si intreccino e i tanti flashback, eppure non ha saputo conquistarmi.

Ho letto recensioni entusiastiche su questo libro e, nonostante a me non sia piaciuto, non sconsiglio di leggerlo, perché io stessa non sono riuscita a focalizzare cosa l’abbia reso così pesante e noioso, a me.

Mi piacerebbe, anzi, potermi confrontare con qualcuno che l’ha amato, per capire cosa non ho saputo cogliere, mi è sfuggito, di quello che è stato un vero e proprio caso letterario negli ultimi 10 anni.

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